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Rischia il carcere chi ha comportamenti vessatori verso i lavoratori
05/01/2010 - Il comportamento vessatorio, posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del sottoposto, integra il reato di violenza privata continuata aggravata. Questo il parere della Cassazione intervenuta per “bacchettare” il "capo" che mette in atto comportamenti vessatori nei confronti dei lavoratori.
La crisi economica non accenna ad allentare la morsa e, fin troppo spesso, i datori di lavoro ne approfittano per vessare i dipendenti. La spauracchio di perdere il lavoro e non avere altre possibilità per mantenere la famiglia, viene sempre più spesso utilizzata come “forza di forza di pressione” nei confronti dei lavoratori. E′ anche vero che i dipendenti devono “fare la loro parte”, devono operare diligentemente e non possono pretendere di “girarsi i pollici” per tutto il giorno. Ma quali sono i limiti da mantenere? Quando il potere di vigilanza e controllo del “capo” supera la normale tollerabilità? A rispondere a questi interrogativi è intervenuta la Cassazione.
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